1. Introduzione: il premio come indicatore

Personalmente nutro qualche riserva sui premi, legata a un certo scetticismo di fondo sulla possibilità che un’assegnazione possa davvero sintetizzare uno status progettuale. Al contempo, riconosco che per molti rappresenta un importante traguardo in termini di reputazione e posizionamento di marketing.

La domanda che mi sono sempre posto è: esiste davvero qualcuno in grado di stabilire cosa meriti un riconoscimento così rilevante?

Nel caso del Compasso d’Oro, però il discorso si fa più interessante: entrare nella collezione permanente di ADI, istituzione simbolo del design italiano in Europa e nel mondo, è un'impresa dal peso specifico indubbio. Per questo, per noi rappresenta un indicatore di ottima salute progettuale, un motivo di orgoglio che si inserisce in un percorso di riflessione più che in una semplice contrapposizione tra diffidenza e adesione.

Questo riconoscimento, ricevuto venerdì 22 maggio 2026 a Milano presso l'ADI Design Museum, ci riempie di orgoglio. Lo viviamo come una conferma importante della qualità progettuale che mettiamo in ogni nostro lavoro. Trovare la giusta sintesi tra estetica, funzionalità, tecnologia e requisiti tecnici non è quasi mai semplice, e proprio per questo il confronto continuo e la condivisione all'interno del team diventano il nostro modo naturale di procedere. Abbiamo lavorato instancabilmente per tenere insieme funzionalità, prestazione ed estetica, anche attraverso un dialogo costante con il team di sviluppo – alla ricerca di soluzioni di User Experience che fossero davvero sostenibili sul piano tecnico. In questo percorso, quel dialogo si è rivelato provvidenziale.

2. La ricerca: trovare la giusta combinazione

Questo riconoscimento ha un valore particolarmente importante perché è stato assegnato ad un progetto che rappresenta il DNA del nostro metodo.

Nel tipo di consulenza che svolgiamo, la ricerca è sempre al primo posto. In questo caso, abbiamo combinato in modo spontaneo e naturale la componente di usabilità (UX) con quella più visiva di costruzione di una interfaccia (UI) pensata per la rappresentazione dei dati, che svolge un ruolo fondamentale nella piattaforma IdroGEO.

3. Metodo: il confronto tra competenze come motore della ricerca

Questo progetto è il punto di connessione tra SciamLab e Studio Brillante, il primo collegamento che ci ha fatto incontrare: tecnologia e design, due ambiti che ci appartengono e che in IdroGEO si fondono. Insieme, abbiamo affrontato la sfida di gestire una grande mole di dati complessi – geospaziali, parametrici, dinamici – assicurando performance elevate anche su device mobili e in condizioni di connettività variabile, e al contempo plasmando un’interfaccia usabile e intuitiva.

L’equilibrio tra performance e usabilità è stato fin dall’inizio uno dei nostri obiettivi centrali: rendere la rapidità di elaborazione e la chiarezza di fruizione due facce della stessa medaglia, senza sacrificare né l’una né l’altra. Il risultato è un prodotto che consente a migliaia di utenti di usufruire del servizio da qualsiasi device, soprattutto in mobilità, valorizzando la complessità dei contenuti. 

4. Design Goal: usabilità al servizio dei cittadini

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Uno tra i diversi obiettivi del progetto è sempre stato ben definito: massimizzare l’usabilità portando ordine a dati complessi e rendendoli accessibili a un pubblico ampio. Abbiamo usato il design come strumento per semplificare i flussi di navigazione e rendere la consultazione chiara, lineare e fruibile da smartphone (approccio mobile-first).
Il punto di partenza è stato un percorso impostato secondo lo standard ISO 9241-210 sullo “Human-centred design for interactive systems”, articolato in quattro fasi: specificazione del contesto d’uso, analisi dei requisiti utente, individuazione delle soluzioni progettuali, valutazione della piattaforma. Le categorie di utenti che abbiamo considerato e in parte con cui abbiamo lavorato, sono molto diverse tra loro: decisori pubblici, pianificatori territoriali, geologi, società di gestione di reti ferroviarie e stradali, professionisti, rappresentanti di istituzioni finanziarie ed assicurative e cittadini, ognuna si avvicina alla piattaforma con domande, livelli di competenza e spesso dispositivi  differenti. Tenere insieme questa pluralità ha significato definire requisiti molto chiari: facilità d’uso, accessibilità da smartphone, tablet e desktop,  chiarezza e completezza dell’informazione, condivisione sui social, produzione di articolati report e download dei dati.

La sfida principale, dal punto di vista del design, è stata quella tipica dei WebGIS (piattaforme geospaziali per il web) rivolte a un pubblico ampio: tenere insieme tre dimensioni informative che parlano linguaggi diversi.
Da un lato la mappa, cuore visivo della piattaforma che veicola il dato territoriale; dall’altro abbondanti contenuti testuali e descrittivi, che servono a contestualizzare quel dato; infine i dati strutturati, rappresentati sotto forma di tabelle e grafici, che restituiscono la dimensione statistica e quantitativa. Far convivere questi tre piani in un’unica interfaccia, in equilibrio tra loro, è stato un esercizio costante.
Una delle scelte progettuali di cui siamo più soddisfatti riguarda il pannello informativo dinamico: passando con il mouse sulla mappa da desktop, o con un tap da smartphone, l'utente vede aggiornarsi in tempo reale dati aggregati su base nazionale, regionale, provinciale o comunale a seconda della scala di visualizzazione corrente. Le informazioni vengono restituite attraverso infografiche dinamiche, una soluzione che rispetto ad applicazioni cartografiche analoghe restituisce immediatezza al contenuto e un impatto comunicativo importante.

L'approccio mobile-first ci ha guidato nel posizionare la versione mobile in portrait come risoluzione di default, considerando tablet e desktop come opzioni successive, e ripensato il rapporto tra mappa e contenuti adottando soluzioni come pannelli scorrevoli a scomparsa che si sovrappongono alla mappa con una logica di drill-down, mutuata dagli strumenti di business intelligence.
Un altro aspetto cruciale è stato il lavoro sulla comprensibilità del dato. IdroGEO espone informazioni di natura tecnica (perimetrazioni di pericolosità da frana e alluvione, classi di rischio, indicatori) che tradizionalmente vengono utilizzate soprattutto da addetti ai lavori. Allo stesso tempo, l'area di gestione dell'inventario IFFI consente l'editing online di geometrie puntuali, lineari e poligonali e la raccolta di centinaia di attributi  all'interno della scheda frana, organizzati in 19 categorie informative: una complessità che abbiamo affrontato progettando un'interfaccia capace di servire sia il cittadino in cerca di un dato di sintesi sia il tecnico che inserisce informazioni di dettaglio. Abbiamo ragionato sulle etichette, sulle legende, sui codici colore e sulla progressiva divulgazione dell'informazione, in modo che chi cerca un'informazione immediata la trovi subito, mentre chi vuole approfondire possa farlo attraverso livelli di lettura successivi.

5. User Interface: le linee guida di Designers Italia (UI Kit Italia)

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C'è una persona che vogliamo ringraziare in modo particolare, perché è stata determinante in questo progetto: Sara Andreozzi, UX/UI Designer attualmente impegnata in un PhD in Design for Social Change, che ci ha accompagnati sin dall'inizio nella creazione del design, applicando e interpretando perfettamente le linee guida redatte dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale e AGID, con il “UI Kit Italia”.

Un lavoro che ha richiesto un'importante dose di analisi e impegno, manifestatasi successivamente nella creazione di componenti e widget personalizzati, costruiti per rispondere alle esigenze specifiche della navigazione su mappa, rimanendo però aderenti ai principi di accessibilità che proprio le linee guida AGID pongono al primo posto. A livello tecnico, l'interfaccia è stata sviluppata con il framework Angular e con Bootstrap Italia, il framework UI del Team per la Trasformazione Digitale, che abbiamo esteso per integrare la libreria OpenLayers e Cesium per gestire i componenti cartografici 2D e 3D fortemente personalizzati di cui la piattaforma necessitava.

6. Il committente: l’importanza della consapevolezza

Sono da sempre un sostenitore di una tesi molto semplice: per creare un buon progetto serve la giusta committenza, la giusta preparazione e una buona dose di visione. Con questi presupposti un progetto può dar vita a qualcosa di nuovo, sperimentale, che valga la pena costruire. In questo caso, lavorare insieme al team di ISPRA, in particolare Alessandro Trigila e Carla Iadanza, nostri referenti e traino dalla forza inesauribile, è stato un modo per entrare nel dettaglio di conoscenze specifiche che riguardano ambiti come la geologia, e che ci hanno arricchiti molto anche dal punto di vista della conoscenza.

7. Conclusione: un progetto in continua evoluzione

Come accade nelle migliori tradizioni quando si parla di consulenza, abbiamo avviato ormai da diversi anni una collaborazione continuativa con ISPRA, in particolare per l'aggiornamento e la manutenzione di IdroGEO, che come piattaforma si adegua ed evolve seguendo il progresso tecnologico. Dalla prima release siamo arrivati oggi a IdroGEO 2.0, una versione che integra visualizzazioni geospaziali 3D, simulazioni di scenari di rischio, gestione avanzata dei layer e accesso ai dati dei sensori della Rete di Monitoraggio delle Frane, accanto all'integrazione di agenti AI per il recupero immediato di informazioni su testi scientifici, normativi e che espongono le funzioni e i dati della piattaforma attraverso dei facili e immediati assistenti conversazionali. Un'evoluzione resa possibile da un'architettura aperta, costruita con una solida API, pensata fin dall'inizio per essere interoperabile, scalabile e riusabile, perché un servizio pubblico digitale di questa portata vive solo se può crescere e servire nel tempo sempre più utenti.

Per noi questo è un punto di partenza e una conferma per continuare a lavorare e impegnarci su progetti, che come questo, riescono a dare valore alle nostre competenze e a quelle dei nostri committenti.

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